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Ccà nun ce stanno Liune (2009)

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IL PROGETTO 

Questo è un disco  di canzoni napoletane che non suona <classico> o <neomelodico> , né swing, né easy, nel suo essere e nel suo linguaggio  è fatto , di una dimensione “sinceramente” popolare con la naturalezza di chi non ha voluto badare a stilemi . Canzoni che dicono: “ io vivo qui, e scrivo e canto, quello che qui sono, quello che da qui appare ai miei occhi ,quello che qui ammalia e maledice il mio cuore“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disco  l’ho ”donato” (insieme a tanti amici comuni ) all’Amref  a  cui andranno  i proventi delle vendite, non solo perché un gesto di solidarietà rende felici ma soprattutto perché sovrapponendo l’anima dell’Africa  a quella  napoletana   appaiono a mio giudizio somiglianze nelle  contraddizioni, nello stare per strada,nella musicalità della lingua,nella miseria,nella speranza, nell’allegria e tanto altro ancora ! Ecco allora “Ccà nun ce stanno liune”.   Io ho sempre pensato , che questo sia il motivo per il quale ci manca il coraggio; quello necessario per non rimanere sempre muti ed annichiliti,  il coraggio di una coscienza civile, il coraggio di non piegarsi  e di non lasciarsi sopraffare dall’indifferenza alle regole.
Anche la più arida di tutte le savane Africane, permette ai leoni di vivere con dignità la loro esistenza ,mentre molti noi in questa città, non sanno ancora decidere cosa essere e come trasmetterlo!!
Intanto, mentre attendo di sentire il potente rimbombo di un ruggito, io continuo a sperare e non mi arrendo.

 

Napoli  14  novembre 2008

Ugo Gangheri

June 11, 2010

La recensione di freakoutmagazine.it

Collaboratore musicale di Giobbe Covatta, Ugo Gangheri dà vita a questo lavoro discografico finalizzato, tanto per cominciare, ad uno scopo umanitario, per Amref, e per il programma Children in Need.
Musicalmente, inquadriamo il lavoro nella scia della nuova musica napoletana, che si fa spazio da dieci anni almeno, recuperando la propria tradizione specie ottocentesca e novecentesca, ma arricchendola d’influenze mediterranee, maghrebine, terzomondiste (‘Terrasacra’), in un’ottica di produzione curata e tanta elettricità, secondo quanto codificato dai lavori di Eugenio Bennato e Pino Daniele, soprattutto (...)

July 07, 2009

La recensione di mescalina.it

Peppe Servillo degli Avion Travel tempo fa disse (più o meno, non testualmente) che le parole stanno alla musica come una sposa sta al matrimonio. Concetto forte che rappresenta i testi come elemento di riguardo, di attenzione e di scopo ultimo della situazione. Il lavoro in oggetto pare confermare appieno questa tesi; trascurare le parole significa perdere il 51% del significato, anche se la musica non viene relegata a puro sottofondo di banale accompagnamento. Gangheri è un artista napoletano che canta in napoletano senza incorrere mai nel banale folk gastronomico partenopeo buono per i turisti (...)

May 14, 2009

La recensione di Ciro Discepolo

Per Pino. Grazie per il prezioso link. Sì, ieri abbiamo festeggiato, in tanti, il bravissimo Ugo Gangheri che ci ha deliziato con le sue canzoni. Di musica capisco quasi zero, ma (forse sto bestemmiando) trovo le sue canzoni come se fossero una via di mezzo tra quelle di Claudio Mattone e quelle di Pino Daniele, due autori che amo molto. Ugo ha pubblicato il suo primo CD a cinquant’anni, forse perché è un uomo che ha un cuore grande così e lo dimostra anche il fatto che gl’interi proventi della sua creatura andranno all’AMREF (African Medical and Research Foundation). Diversi i bravi e simpaticissimi ospiti tra cui Francesco Paolantoni e Giobbe Covatta che ha anche disegnato la copertina del CD “Ccà nun ce stanne liune” (Qui non ci sono leoni), di Ugo Gangheri e Nomadia (...)

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